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Il Territorio

Piateda dispone di una grande risorsa: l'ambiente montano.
Il passato prima minerario poi idroelettrico unito a quello legato all'agricoltura di montagna ha modellato il territorio, lo ha antropizzato con le vie di comunicazione, con gli insediamenti, con gli impianti, con il disboscamento, con le colture di montagna; tutto un complesso di opere che evocano grandi fatiche e grossi sacrifici dei nostri progenitori per contendere alle asprezze climatiche ed alle insidie della montagna condizioni di vita accettabili.
Le mutate condizioni sociali ed economiche hanno svuotato di vita i borghi sulla sponda e nelle valli; l'agricoltura di montagna progressivamente abbandonata costituisce una voce residuale nel capitolo economico ma gli alpeggi, le miniere abbandonate e gli imponenti impianti idroelettrici rappresentano luoghi di grande interesse per un escursionismo attivo.

I sentieri tematici in fase di realizzazione - sentiero del latte, delle castagne, del ferro e dell'energia - sono atti a riscoprire il passato che si legge nelle pieghe di una natura che si riappropria degli spazi modellati dall'uomo.
Oltre all'aspetto mineralogico documentato da vari studiosi le valli orobiche comprese nel territorio di Piateda rivestono particolare interesse anche dal punto di vista botanico: infatti tra questi monti vivono due rari endemismi, la "Viola del Comolli" e la "Sanguisorba dodecandra", entrambe scoperte dal medico e naturalista valtellinese Filippo Massara, nei primi anni dell'Ottocento.

Piateda è ben conosciuta anche dagli appassionati di porcini; frotte di cercatori animano i boschi quando la stagione promette entusiastici incontri con i prelibati funghi.
Altrettanto interesse per queste valli lo hanno i pescatori che possono catturare pregiate trote salmerine negli ivasi di Scais e Venina e nei vari torrenti oltre al più frequentato fiume Adda ed i cacciatori che possono ancora catturare qui caprioli e camosci.
Sotto il profilo alpinistico ed escursionistico, vanno giustamente famosi il Pizzo del Diavolo (m 2914), il Pizzo di Redorta (m 3037), la Punta di Scais (m 3039) e il Pizzo di Rodes (m 2831 ). Punto di partenza per le escursioni e le ascensioni che si possono effettuare nella zona sono il Rifugio Mambretti in Val Caronno, il Rifugio ANA Piateda a Le Piane, la baita di Scigola in Val d'Ambria; anche i contigui Rifugio Donati al Reguzzo e Rifugio Caprari al Publino costituiscono validi supporti per itinerari più ampi in questo ambito d'Orobie. Le più conosciute imprese alpinistiche portate a termine fra queste montagne sono quelle legate ai nomi delle guide alpine Giovanni e Bortolo Bonomi e dei professori Bruno Galli Valerio e Alfredo Corti, questi ultimi notissimi naturalisti e alpinisti.
Anche lo sci-alpinismo regala forti emozioni legate agli scenari che si possono godere raggiungendo il Doss Bilè, il Rodes o i più impegnativi itinerari del Redorta.
Se la montagna è teatro per gli appassionati di varie discipline, ultimamente il fiume Adda ha assunto un ruolo di primo piano con lo stadio della canoa in fase di realizzazione che, grazie alla morfologia del tratto di rapide presenti tra l'abitato di Boffetto e la parte mediana di Piateda che si presta ai virtuosismi tecnici delle discipline agonistiche di canoa e rafting, può diventare luogo d'elezione per il crescente numero di appassionati. Gli addetti e gli organismi federali nazionali ne prospettano ambiziosi sviluppi.

   

Accanto allo stesso fiume corre il "Sentiero Valtellina" che rappresenta un luogo ben frequentato da famiglie e sportivi alla ricerca di relax o di dinamico movimento.

Testi e foto a cura di Amonini Marino

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